ROMA  SLOW TOUR INTERVIEW

Siamo felici di inaugurare questo nostro appuntamento mensile presentandovi una giovane ma audace cliente della Plast idea: Gabriella Massa, mente e anima di #RomaSlowTour, un’associazione che promuove un tipo di turismo improntato sulla #sostenibilità ed #eco-compatibilità, valori che anche la nostra azienda ha particolarmente a cuore. Proprio grazie allo #Slow Tourism moltissime persone, armati di macchina fotografica e con le nostre #borseincotoneecru prima e le #borseincotonenere poi, ricevute in omaggio dall’associazione , stanno scoprendo #Roma in maniera nuova, decelerata.

Ciao Gabriella, grazie per aver accettato di far due chiacchiere con noi. Ti chiediamo subito: da dove nasce il tuo interesse per lo slow tourism e come è nata l’ idea di portarlo a Roma con #Roma Slow Tour?

Ringrazio voi dell’invito. E’ un piacere confrontarmi con un’azienda che da subito è stata reattiva e professionale nel rispondere alle mie esigenze. L’idea dello slow tourism mi è arrivata dalla mia esperienza diretta, da come ho cambiato il modo di viaggiare nel corso degli anni: quando ero ragazzina ero così affamata di conoscenza che quando visitavo un luogo o una città volevo vedere il maggior numero di cose possibili, anche se i giorni a disposizione erano pochi. Con il passare del tempo, però, ho capito che quella era una conoscenza fittizia: un luogo lo si conosce veramente solo quando si approccia ad esso lentamente, quando ci si dà il tempo necessario di conoscere approfonditamente il territorio, la sua gente, le sue tradizioni, la sua cultura, la sua cucina. Saltare da un’attrazione all’altra – come da quegli orribili autobus hop on hop off – serve solo a visitare superficialmente un luogo, non permette di coglierne l’anima: quello che ci rimane al ritorno sono solo dei finti ricordi da cartolina e non qualcosa di incredibile che abbiamo scoperto perdendoci senza meta in quartieri meno turistici, le persone che abbiamo conosciuto, le situazioni di vita reale in cui siamo capitati. E poi non dimentichiamoci che lo slow tourism è una forma di turismo eco sostenibile ed attento all’ambiente, visto che predilige mezzi di trasporto lenti e, dunque, sostenibili: camminare, andare in bici, viaggiare in treno permettono di assaporare il territorio che si sta attraversando, nel pieno rispetto della natura; e il rispetto per la natura è stato uno dei principi che mi ha guidato da sempre in ogni gesto della mia vita, quindi perché non farlo anche quando si è in viaggio?!

Siamo perfettamente d’accordo. Ribadiamo, infatti, che l’eco sostenibilità e il rispetto per la natura sono alcuni dei principi cardine che guidano le scelte della Plast idea. Ci hai raccontato che all’inizio i tour erano esclusivamente in inglese, ma poi vi siete resi conto che c’ era una forte richiesta a partecipare anche da parte di residenti romani e turisti italiani, così avete lanciato anche i tour in italiano.  Come mai secondo te?

Si, ci siamo resi conto che la maggior parte dei turisti visita Roma per i classici 3 giorni che bastano a stento a visitare i must-sees: Colosseo, Musei Vaticani, le piazze e le fontane principali del centro storico, e che, quindi, si perde altre meraviglie che sono meno conosciute, ma che raccontano meglio e in modo più autentico cosa sia Roma. Abbiamo iniziato volendo far conoscere questo volto diverso della città eterna ai turisti stranieri, ed incredibilmente ci sono arrivate tantissime manifestazioni di interesse anche da persone che nella Capitale ci vivono da qualche anno o da sempre. Probabilmente c’è una voglia crescente di conoscere luoghi nuovi e diversi del posto in cui si vive, proprio perché siamo consapevoli che Roma riesce sempre a stupire.

Quanto conta un packaging ad hoc per la tua attività?

Un packaging accattivante e ben fatto si è rivelato importantissimo per la mia attività. Innanzitutto per la riconoscibilità: grazie alle shopper e alle card, gli associati di vecchia data, ma anche i nuovi arrivati, associano in modo diretto e chiaro il logo e l’immagine alle attività a cui partecipano e alle emozioni che ricevono. E poi le shopper hanno contribuito a creare un senso di appartenenza: le vogliono tutti – anche perché sono bellissime – ma solo i più affezionati possono averle!

Grazie ancora Gabriella per la tua disponibilità ed in bocca al lupo!